Presidio riabilitativo “Nadia
Vadala'”

Allorquando è cresciuta la domanda di accoglienza di disabili,
provenienti anche dalla Sicilia, per tenere fede a questa richiesta e
non correre il rischio di sovradimensionare il gruppo di Santa Domenica,
si è evidenziata la necessità di progettare l’apertura
di un altro Centro.
La disponibilità di alcuni operatori ha incoraggiato don Italo
Calabrò ad avviare un’altra esperienza e fu così che,
nel 1974, dopo una parentesi di alcuni mesi vissuti in un edificio di
Reggio Calabria detto “Villa Gelsomino”, un gruppo di sei
disabili, che presentavano particolari difficoltà sotto il profilo
psichico e mentale, veniva trasferito a Prunella di Melito Porto Salvo.
Con essi andarono a vivere, in piena comunione di vita, tre operatori.
L’esperienza di Prunella - analoga a quella di Santa Domenica: piccolo
gruppo in un piccolo Centro abitato più adatto e aperto alla socializzazione
degli ospiti - si è caratterizzata in particolare anche per il tentativo
di avviare un preciso percorso lavorativo assieme ai disabili, che si concretizzava,
nel 1978, con la costituzione della cooperativa agricola detta “Comuneria”.
Nel 1996 il Centro è stato dedicato alla memoria di Nadia Vadalà,
socia della Piccola Opera Papa Giovanni, che ha lavorato dal 1980 al 1993 nello
stesso Centro di riabilitazione. Nadia Vadalà è deceduta il 21
aprile 1993 all’età di 36 anni.
Il 20 Giugno 1999, presente il Ministro alla Sanità onorevole Rosi Bindi, è stata
inaugurata nello stesso luogo una nuova sede, strutturata e attrezzata secondo
la normativa regionale vigente e in grado di poter accogliere un maggior numero
di ospiti. Le attività svolte presso il centro mirano a far raggiungere
agli ospiti livelli sempre maggiori di autonomie personali e sociali, utilizzando
anche gli ambiti dell’ergoterapia.
Attualmente il Centro assiste 18 disabili con servizio residenziale e 9 con servizio
diurno.
Il servizio è portato avanti da una équipe multidisciplinare, formata
dal referente del Centro, dal vicedirettore sanitario, da una psicologa, un’assistente
sociale e una neuropsichiatra, da due terapisti della riabilitazione, dieci educatori,
due infermieri professionali, quattro ausiliari.
Il Centro si avvale anche del servizio di alcuni obiettori di coscienza e di
un gruppo di volontari.
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